Letra de L'osteria
Carmine il negro ha una salopette blu
Sotto le bolle di grasso e caffè
Cagne, livelle, trivelle nel pugno
È stretto in un ghigno il suo grugno

Oscar Ritaldi che vien da Merano
Con i suoi occhiali
Ed un'erre un po' moscia
Siede da solo leggendo un romanzo
E trema se vede una coscia

Meglio di un zoo
Questa gradevole osteria
Alzo il mio boccale
In faccia a chi mi vuole male
Costa meno un litro
Che un dottore il psichiatria
Se piango bevo un'altra grappa
Che scende e scioglie
Questo groppo nel cuore

L'attrice in erba, carina e scontata,
acida come un avanzo di yogurt
si veste un po' zingara e un poco firmata
e beve tisane all'ortica

lo stupratore Marcello è seduto
nel posto più buio, più dimenticato,
si trita del petto il suo atroce segreto
e non c'e liquor che lo plachi

meglio di uno zoo
questa gradevole osteria
alzo il mio boccale
in faccia a chi mi vuole male
costa meno un litro
che un dottore in psichiatria
se piango bevo un'altra grappa
che scende e scioglie
questo groppo nel cuore

Carmine fa una carezza a Ritaldi
Che posa il romanzo
E s'imporpora il viso
Lo porta nel bagno delle signore
E stanno li dentro tre ore

Piano Marcello sussurra all'attrice
Le cita l'Amleto in un filo di voce
Lei guarda le ortiche nuotar nella tazza
E sente sui seni una scossa

meglio di uno zoo
questa gradevole osteria
alzo il mio boccale
in faccia a chi mi vuole male
costa meno un litro
che un dottore in psichiatria
se piango bevo un'altra grappa
che scende e scioglie
questo groppo nel cuore


(Grazie a Alberto per questo testo)